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16 Giugno 2021

I 7 peccati capitali del management odontoiatrico: l’Ira

Stress, tensione da risultati (commerciali) e agende ridondanti possono giocare brutti scherzi anche allo staff più affiatato.


Che tu lo voglia o no, se sei il titolare di un centro odontoiatrico sei chiamato a fare business, anzi il miglior business possibile.


Ne ho già parlato in questo blog mesi fa e oggi voglio nuovamente sfiorare questo argomento: non basta essere bravi medici - anche solo - per curare i tuoi pazienti, devi essere un ottimo manager.


Cosa significa questo? Che la tua gestione deve essere omnicomprensiva: andamento commerciale, gestione e ottimizzazione agende, controlli fiscali e finanziari, regolamentazione della produzione. Ognuno di questi macro-argomenti può assorbire tutta l’attenzione di un buon manager odontoiatrico anche per giorni, figuriamoci se a questo aggiungi le cure che, in prima persona, devi erogare.


Stanchezza e pressione manageriale formano un binomio esplosivo in grado – parlo per esperienza diretta – di mandare in burnout anche il più entusiasta dei medici imprenditori.
E per completare questo quadro – poco – idilliaco compare l’ira, come il più subdolo degli alleati: infatti nelle prime fasi di questa difficile gestione l’ira sembra darci la forza di mettere “i puntini sulle i” con staff e pazienti.


“Gliene ho dette quattro… Non si poteva andare avanti così… ho dovuto sbattere i pugni sul tavolo…”
Quante volte ti sarà capitato di sentire in clinica frasi del genere? Rivolte a collaboratori, dipendenti, soci o – peggio di tutto – pazienti.
La fregatura dell’ira risiede proprio in questa presunta forza in grado di trasmetterti per aiutarti a rimettere le cose (o persone) a posto. In realtà l’ira ti fa perdere tutto: leadership, appeal commerciale, credibilità.


Così i dipendenti cercano altro (dopo che tu hai investito tempo e capitali per formarli), i clienti vanno alla concorrenza (diffondendo un poderoso passaparola negativo nei confronti del tuo studio) e i creditori si rivolgono a propri legali (spesso vincendo cause con esborsi di spese accessorie)
Tutto questo “grazie” all’ira.


E per oggi mi fermo qui perché il recupero di colleghi, fornitori e clienti merita un ulteriore sequenza di articoli nei quali ti spiegherò come gestire al meglio le eventuali criticità legate alla loro gestione.


Ora, come sempre, passo a te la palla e ti chiedo: cosa ne pensi di questo articolo? Cosa ne pensi dell’ira e della sua gestione? Conosci tecniche in grado di aiutare le vittime di quest’ultimo peccato capitale? Unisciti alla discussione.


Puoi scrivermi qui sotto, oppure chiamarmi per arrabbiarti con me, oppure incontrarmi per scoprire come posso renderti un medico ancora migliore. Io sono pronto a tutto.

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