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06 Ottobre 2021

Exit strategy, più facile a dirsi che a farsi (parte 1)

Una buona strategia deve prevedere anche un buon piano di uscita.

 

Il mercato è cambiato e continua a cambiare sempre più velocemente: prima le catene odontoiatriche, ora i centri polifunzionali, poi l’affinamento delle tecniche di comunicazione online; insomma, sembra che tu non abbia più la voglia e le possibilità di “rimanere su piazza”.


È arrivato il momento: quello in cui tu e il tuo amato studio prendete strade differenti.


Ti avverto: il mondo della exit strategy (prima esclusiva di pochissimi manager estremamente competenti) è stato preso d’assalto da mOI (manager Odontoiatri Improvvisati) disposti a farti credere che il tuo studio sarà venduto in pochissimo tempo al loro portafogli clienti, desiderosi di acquistare proprio il tuo studio.


Il prezzo di vendita? Non è un problema: il mercato sanitario è sempre alla disperata ricerca di buoni affari immobiliari perché c’è bisogno di spazio per una proposta medicale in costante crescita.


Poi però questa orda di acquirenti latita a bussare alla porta del tuo studio e qui l’affare si complica perché: inizia il Walzer del condizionale.


Potrebbe essere il prezzo troppo alto per la zona, potrebbero essere i macchinari poco moderni, potrebbe essere la mancanza del radiografico, potrebbe essere… Che faccio, continuo?
Quando il Walzer inizia tu sei in balia degli eventi e non puoi fare altro che subirli.


Perciò oggi voglio darti l’unico consiglio davvero utile per te e la tua strategia di exit strategy: guadagna tempo!


Quando capisci che nessuno dei tuoi amici o parenti è disponibile a raccogliere il tuo testimone, quando inizia sentire una vaga voglia di goderti i frutti del tuo lavoro, quando il tuo studio meriterebbe solo una rinfrescata alle pareti, quello è il momento per muoverti.


Non aspettare di averne le scatole piene di frese e commercialista perché a quel punto sei già tremendamente in ritardo.


La exit strategy si pianifica molto tempo prima che debba essere attuata e sai perché?
Per prima cosa è necessaria un’analisi che permetta al cliente e a noi di comprendere effettivamente quale sia il punto di partenza. Molto spesso i titolari di un’attività hanno una visione del proprio lavoro condizionata da bias cognitivi propri di tutte le attività padronali - che di fatto con i numeri centrano poco.


Purtroppo, però quando si deve cominciare a ragionare a una exit strategy da attuare da lì a qualche anno è necessario dare retta ai numeri perché chi verrà un domani a rilevare tale attività sarà interessato principalmente a quelli.


È importante cominciare a ragionare su questi aspetti nei modi ma soprattutto nei TEMPI adeguati: elaborare il pensiero di dover cedere la tua attività è un processo lungo e il fattore tempo è fondamentale, specie per fare quello che andremo a descrivere di seguito.


E quello che descriverò di seguito, lo leggerai, proprio qui, la settimana prossima.


Ora, come sempre, passo a te la palla e ti chiedo: cosa ne pensi di questo articolo? Unisciti alla discussione.


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