OD BLOG

Home Blog >Io rimango a casa. Io mi curo a casa (parte 1)

01 Dicembre 2021

Io rimango a casa. Io mi curo a casa (parte 1)

Prendo spunto dallo slogan divenuto famoso durante gli ultimi lockdown per parlare delle nuove frontiere della sanità italiana in questo lungo reportage assolutamente da non perdere.


Partiamo da un presupposto: i miei capelli bianchi e la mia barba brizzolata mi ricordano ogni girono di essere stato bambino quando ancora il medico di famiglia (o “della mutua” come lo chiamavamo una volta) era un’istituzione per la sanità italiana e per il popolo – di conseguenza.


La sua assistenza domiciliare raggiungeva tutti i suoi pazienti, che fossero anziani con gravi problemi di salute o noi giovani armati di varicella o rosolia a tentare di minare la sua salute. Lui c’era e c’era sempre e per tutti.


Perché questo incipit?


Perché proprio qualche settimana fa un mio conoscente riceve un SMS sul proprio telefono che lo avvisa del pensionamento del suo medico di base. Come fulmine a ciel sereno il mio conoscente si è ritrovato senza un riferimento medico. E se avesse avuto bisogno della prescrizione medica di un farmaco? O se avesse avuto la necessità di un esame clinico? Poteva (anzi doveva) aspettare.


Ecco la grande metamorfosi che il sistema sanitario nazionale ha subito, un’involuzione umana e professionale aggravata da COVID che ha saputo far breccia tra le mille falle del Sistema Sanitario Nazionale.


E adesso?


Be’ a riprova di un lento slittamento verso una nuova frontiera della sanità italiana interviene l’accordo Stato-Regioni siglato proprio ad agosto di questo 2021: stabilisce i requisiti per l'accreditamento delle organizzazioni pubbliche e private, le prestazioni erogabili e protocolli di cura condivisi.


“Si compie un passo fondamentale per costruire la sanità di domani” 


Queste le parole del Ministro della Salute, Roberto Speranza, che sul progetto investe 4 miliardi di euro – provenienti da Pnrr - per portare l’assistenza pubblica in casa di pazienti.
Un bene? Un male?


Avvicinare le cure al cittadino, migliorarne l’accessibilità sono proposte davvero allettanti che dovrebbero (e qui il condizionale e d’uopo) permettere di far risparmiare alla Sanità Pubblica un bel po’ di fondi economici, risparmiati proprio tramite la prevenzione domiciliare e la cura a domicilio piuttosto che negli ospedali.


La domanda che mi perseguita però da giorni è: come? Come è possibile mixare la perdita di copertura medica sul territorio con un aumento della domanda proprio sul territorio.


La risposta che continuo a darmi è: solo un supporto della sanità privata può compensare questa carenza di medicina di base ma a che costi?


Vogliamo approfondire insieme questa situazione? Allora io e te ci rivediamo qui settimana prossima per continuare a leggere il fenomeno per cercare di capire in che direzione sta andando la sanità italiana.


Ora, come sempre, passo a te la palla e ti chiedo: cosa ne pensi di questo articolo? Unisciti alla discussione.


Puoi scrivermi qui sotto, oppure chiamarmi per arrabbiarti con me, oppure incontrarmi per scoprire come posso renderti un medico ancora migliore. Io sono pronto a tutto.

© Odontoiatria Dinamica