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05 Maggio 2021

I 7 peccati capitali del management odontoiatrico: la Superbia

Proporre un piano di cure significa vendere un preventivo. Evita questo fatale errore.
 

Sarà che stamattina mi sono svegliato colto da un’improvvisa vocazione spirituale, sarà che sono davvero stufo di vedere i soliti errori applicati sistematicamente alla vendita di preventivi per cure mediche (se volete la versione politically correct: presentazione di piani di cura) o sarà che mi sono stancato di vederti dare colpe a tutti (ai pazienti, al sistema, alla concorrenza sleale).

 

Insomma, sarà quel che sarà, è giunta l’ora di fare chiarezza sulla vendita.

 

Vendere NON è un’arte. La vendita non è altro che uno specchio e riflette esattamente te stesso. Se sei in ordine ti restituirà un’immagine piacevole – e preventivi accettati – se invece porti con te uno dei seguenti peccati vi restituirà tanti “ci devo pensare”
Quindi, da oggi, un articolo Blog per analizzare ogni peccato che potrai commettere in trattativa. Leggi, confessati e soprattutto rimedia.

 

Partiamo dal primo Peccato Capitale della Vendita Odontoiatrica: la Superbia.
 

Tu sei il dottore, il medico, l’esperto in grado di scovare la diagnosi più corretta per tramutarla in una prognosi ad hoc. Ma ad hoc per chi?

 

Ti sei mai chiesto quanto approfonditamente conosci la persona che si presenta davanti a te per un tuo parere? Oppure ne conosci perfettamente gli estremi diagnostici e ben poco altro?
“Un caso di edentulia” - Starai pensando - “è un caso di edentulia”

 

E qui sbagli! Perché un caso di edentulia sarà sicuramente un caso di edentulia, sempre e comunque, ma ciò che rischi di perderti sono le motivazioni dell’edentulia.

 

Proprio così, si può rimanere “senza denti” per difficoltà finanziarie o per paura del trapano, oppure per una mancata corretta considerazione dell’organo bocca.

 

Quante volte ti sei soffermato a investigare queste cause? Troppe poche volte, te lo dico io. Altrimenti il mito del medico “poco empatico” non sarebbe uno spauracchio ben posizionato nel retro-cranio di ogni paziente.

 

Quindi? Quindi, prima di inforcare guanti e specillo conosci davvero chi ti sta davanti e non solo il suo organo offeso, magari ritagliandoti qualche minuto di sana ed empatica conoscenza. Poi, quando conoscerai veramente chi ti siede davanti, le sue motivazioni e le sue reticenze, potrai passare alla parte clinica.

 

Ne gioverà il tuo conto economico ma soprattutto il benessere della tua professione.

 

Ora, come sempre, passo a te la palla e ti chiedo: cosa ne pensi di questo articolo?

Puoi scrivermi qui sotto, oppure chiamarmi per arrabbiarti con me, oppure incontrarmi e scoprire come posso renderti un medico ancora migliore.

Io sono pronto a tutto.

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