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19 Maggio 2021

I 7 peccati capitali della management odontoiatrico: l’Avarizia

Attento a ciò che proponi quando proponi un piano di cure.

 

Inizi questo nuovo articolo blog e pensi ti parlerò di taccagni che non fanno sconti in trattativa.

 

Questo immagini dell’avarizia, vero? E come bensai, a me piace sorprenderti.

 

Quindi ti svelo subito un aspetto dell’avarizia che magari conosci solo parzialmente: sensazione di insoddisfazione per ciò che si ha (o si sta per avere) unito al bisogno di ottenere sempre qualcosa in più.

 

Vuoi un esempio? Eccoti servito.

 

Incontro, in una delle mie rare prime visite che svolgo, un paziente anziano, in difficoltà economiche. Lo incontro, lo conosco, ci piacciamo.

Per il medico che esegue la prima visita: un caso di edentulia, risolvibile con protesi mobile. 

 

Io vedo il vecchino farsi i suoi ragionamenti mentre il dottore espone il piano di cure. Il dottore gli è piaciuto, l’ambulatorio anche, così come lo staff e la soluzione propostagli. Certo, una protesi totale mobile, tra provvisorie e definitive, costa diverse migliaia di euro ma lui sta già cercando un modo per far quadrare i conti.

 

Poi, come fulmine a ciel sereno, il medico esordisce: “Certo… con appena € 2000 in più fa tutto fisso”
Non faccio in tempo a disperarmi che subito noto sul volto dell’anziano un mix di delusione, sconcerto e dubbio.

 

Parto dal fondo:
•    Dubbio, fondato sul fatto che effettivamente le parole del dottore erano giuste, una protesi fissa sarebbe stata più confortevole
•    Sconcerto, legato al fatto che sinora ci si era focalizzati sulle sue possibilità di acquisto e ora esce fuori una nuova cura che lui proprio non può permettersi
•    E, dulcis in fundo, delusione. Sai legata a cosa? Legata a quel dannato avverbio: “appena”. Proprio così perché quei €2000 in più per l’anziano non erano assolutamente arrivabili. Già il primo piano di cure era al limite delle sue possibilità finanziarie, ora andiamo completamente fuori dalla sua portata.

 

Ecco come agisce l’avarizia, combinata con la superbia (di cui ho già scritto nel mio blog) con un “appena”.
Racimolare “appena” €2000 in più, per quel vecchino, significava dover compiere uno sforzo finanziario enorme per almeno un quinquennio (eh già, non tutti riescono a mettere da parte centinaia di euro di risparmi al mese) e senza certezze sulla riuscita.

 

Ma soprattutto sarebbe significato per lui dover rimanere in quello stato per altri 5 anni prima di poter accedere alla cure (eh già, non tutti siamo finanziabili e non tutti possiamo permetterci pagamenti dilazionati)

 

Com’è finita la trattativa? Non ve lo dico, perché è ininfluente che io abbia concluso o meno la trattativa, quel vecchietto rimarrà per sempre deluso e privato delle sue speranza da un “appena”

 

Ora, come sempre, passo a te la palla e ti chiedo: cosa ne pensi di questo articolo?

 

Puoi scrivermi qui sotto, oppure chiamarmi per arrabbiarti con me, oppure incontrarmi e scoprire come posso renderti un medico ancora migliore.
Io sono pronto a tutto.

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